IL PROBLEMA DI TROVARSI UN RAGAZZO

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
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IL PROBLEMA DI TROVARSI UN RAGAZZO

Messaggio da progettogayforum » sabato 7 agosto 2021, 21:13

Ricevo e pubblico.

Essere gay? Che significa essere gay? Significa innamorarsi dei ragazzi invece che delle ragazze, sì, è vero, ma è una risposta relativa, perché tanti non si innamorano proprio di nessuno. Io penso che l’amore sia sostanzialmente una realtà sognata più che vissuta, che sia una proiezione, un desiderio, tutto ma non una realtà. Se guardo indietro alla mia storia degli anni passati, che ormai non sono pochissimi, mi accorgo di non essermi innamorato di nessuno. C’erano ragazzi che mi piacevano perché erano belli, ci potevo fare le mie fantasie ma finiva tutto lì, al massimo ci potevo parlare un po’ e arrivavo alla conclusione che era meglio tenersi alla larga. Un ragazzo è bello da lontano, quando ne vedi solo il fisico, quando non sai niente di lui, ma se lo conosci, l’entusiasmo lascia il posto alla disillusione, e spessissimo la disillusione è reciproca. Nel mondo ci sono tanti problemi seri che potrebbero avere una soluzione, come il riscaldamento globale, la desertificazione, l’iniqua distribuzione della ricchezza e tantissime altre cose e noi che facciamo? Non prendiamo seriamente queste cose ma ci fissiamo sul “problema” di trovarci un ragazzo come se quello fosse il problema essenziale della vita. Io di gay che non hanno un compagno ne conosco tantissimi e non ce l’hanno non perché sono sfigati o brutti ma perché non lo cercano, e spesso proprio non lo vogliono. Io ho avuto qualche ragazzo, facevamo un po’ di sesso, le prime volte era interessante, poi anche quello diventava una routine e cominciavano a venire a galla i problemi e allora si cominciava coi discorsi e coi giochi psicologici, ci si inventava un sacco di problemi, ma si continuava a fingere di essere innamorati, perché ormai era solo una finzione. Poi, dopo qualche anno di esperienze del genere, mi sono proprio stufato e ho lasciato perdere i ragazzi. Non sono minimamente arrabbiato coi ragazzi coi quali sono stato loro giocavano all’unico gioco che conoscevano, come d’altra parte facevo anche io. Ho vissuto anche un paio di storie, diciamo così, relativamente serie, nel senso che quei ragazzi a costruire qualcosa almeno ci provavano ma anche in quei casi non si costruiva nulla, si creavano obblighi reciproci analoghi a quelli che si pensava dovessero esistere tra due che si vogliono bene, ma era proprio il volersi bene che mancava, e allora ci si accontentava di comportarsi come se ci si volesse bene e questo era il massimo che si potesse sperare. Io non ho mai sofferto per amore molto semplicemente perché non mi sono mai innamorato. Non so se a questo punto mi dovrei aspettare un coro di commiserazioni da parte di quelli che invece si sono innamorati, ammesso che a qualcuno sia capitato, oppure un coro di rimproveri da quelli che pensano che io stia solo dicendo bugie per fare di me un personaggio, ma io realmente non mi sono innamorato di nessuno, le famose farfalle nello stomaco non le ho mai sentite! Almeno questo è quello che penso. Non nego che possa succedere, semplicemente non ne ho mai visti esempi concreti. O forse può succedere solo al primo innamoramento, prima che arrivino le disillusioni. Lì la forza del mito è così potente che finisci per credere a qualunque cosa, poi, fatta la prima esperienza (e non parlo di brutta esperienza), la magia dell’illusione finisce e si torna coi piedi per terra, si cerca un ragazzo per passare un po’ di tempo, per fare un po’ di sesso, per non stare soli, ma l’idea di innamorarsi ormai non c’è più, perché per convivere con un ragazzo e per farci sesso non serve essere innamorati, basta comportarsi come se si fosse innamorati, se poi si ha il buon senso di tenere i discorsi su livelli molto alti e sublimi, evitando di dire quello che si pensa, la “storia d’amore” può anche andare avanti per qualche anno. Se uno si è innamorato, cioè se si è illuso di essersi innamorato, dopo non gli resta il desiderio di innamorarsi di nuovo, ma semplicemente di andare oltre e di “crescere” cioè di mettere da pare l’illusione dell’innamoramento. I romanzi “d’amore” più sono romanzati più sono belli e meno sono realistici. Quando ne hai letto uno non ti viene la voglia di leggerne un secondo. Si vive bene senza innamoramento? Questa domanda equivale più o meno a quest’altra: “Si vive bene senza illusioni?” E qui ognuno si sente maestro di dire quello che gli pare, commettendo l’errore di generalizzare la propria esperienza e di sentirsi il paradigma dell’umanità. Stretta fa foglia, larga la via, dite la vostra che ho detto la mia!

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Re: IL PROBLEMA DI TROVARSI UN RAGAZZO

Messaggio da Help » domenica 8 agosto 2021, 19:47

Parli dell'amore come fosse un sentimento unico, in realtà ha tante sfaccettature quante sono le persone del mondo. Se provassimo a definirlo sia io che te probabilmente arriveremmo a definizioni contrastanti

Il fatto che tu non ti sia mai innamorato come lo intendono gli altri non vuol dire che non lo farai mai o che a tuo modo tu non lo abbia già fatto, magari hai altre esigenze non identificabili in una etichetta.

Un'ultima cosa, per non essere soli non bisogna per forza fidanzarsi. Tenere a una persona va al di là di averla come partner di vita

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Re: IL PROBLEMA DI TROVARSI UN RAGAZZO

Messaggio da progettogayforum » martedì 10 agosto 2021, 14:43

Ciao Project,
mi ero registrato nel forum tempo fa ma non riesco e rientrarci. Se puoi, aggiungi il mio post a viewtopic.php?f=22&t=6985 . Grazie.

In poche ore ho capito che le mie scelte non erano sbagliate, che la mia pervicacia nel continuare a credere in lui aveva un senso profondo di cui inizialmente neppure mi rendevo conto. Sto bene con lui soprattutto nei momenti difficili, suoi e miei, non siamo compagni di giochi, noi sappiamo condividere soprattutto l’ansia e le frustrazioni, esiste una fiducia reciproca che si manifesta in tutta la sua forza proprio in quei momenti. Ciascuno di noi ha avuto la sua vita, tante storie che sembravano importantissime sono finite, tante ipotesi che apparivano quasi certezze si sono dissolte nel nulla, tante malinconie che avrebbero dovuto separarci del tutto sono inopinatamente svanite e noi siamo ancora qui. L’essere in due non risolve gli altri problemi, che comunque ci sono, ma è in sé un valore, il nostro stare insieme è spontaneo, gradevole, con tutti i suoi limiti è un valore importante perché coinvolge tutti gli aspetti della persona, dalla sessualità alla depressione. Ti rendi conto che non ami un uomo per una ragione specifica, ma lo ami com’è, perché è lui, lo ami con tutte le sue debolezze e con tutte le sue incoerenze e ti senti amato, cioè compreso nella tua globalità, trovi momenti di una consonanza fortissima che unisce al di là di qualsiasi impedimento. Capisci quanto il sesso può essere fondamentale nei momenti di ansia e di frustrazione. Trovi una pausa, un conforto, un porto sicuro, trovi qualcuno che nel profondo ti è simile, che ti capisce e vive sentimenti che hanno molto in comune coi tuoi, trovi il rispetto, l’attenzione, la cura del tuo compagno, sai che è lì per te, per farti stare meglio, per restarti vicino specialmente nei momenti negativi, preghi Dio, anche se non ci credi, perché il tuo compagno stia meglio, perché ritrovi la sua serenità. Pensi al tuo compagno cento volte al giorno, sai che lui sa che ci sei. Non vuoi più di quello che hai da lui, perché si fida di te e tu sai che con lui devi essere onesto come con te stesso. Caro Project. La storia mia e del mio ragazzo non è mai stata semplice, problemi ne abbiamo avuti e ce ne siamo creati reciprocamente tantissimi, abbiamo entrambi dovuto ingoiare rospi sgradevoli, abbiamo fatto entrambi errori, ma io penso che non abbiamo mai smesso di credere veramente uno nell’altro. Noi non viviamo in simbiosi, non conviviamo e non abbiamo in progetto niente di simile, abbiamo ciascuno la propria vita, ma ci vogliamo bene, questo è l’elemento di fondo. Non ho mai pensato che sarebbe stato meglio separarmi definitivamente da lui, nemmeno nei momenti di crisi più profonda e anche lui non è mai sparito. È nevrotico, certe volte mi rispondeva male, ma sempre con misura, marcava le posizioni ma mai per segnare un distacco. Francamente non mi importa se ha avuto altri ragazzi o se li ha ancora adesso, io sento che tra noi c’è un legame vero, se quel legame venisse meno, allora sì che mi sentirei veramente a disagio, sentirei il vuoto intorno a me e qualche volta ho temuto che potesse accadere, ma non è mai accaduto. E anche io mi sono comportato spesso da cretino con lui, ho banalizzato le cose che mi diceva, gli ho dato delle risposte stupide, l’ho trattato come uno che si fa problemi inesistenti e non ho capito che certe volte è meglio stare zitti e ascoltare, lui sul momento si arrabbiava ma non si è mai fatto smontare e non ha mai perso la fiducia nel fatto che si potesse recuperare un dialogo serio. Io non so se questo è innamorarsi, non credo nemmeno io di aver mai provato che vuol dire avere le farfalle nello stomaco, ma gli voglio bene, quando stiamo insieme siamo felici, o almeno ci dimentichiamo di tutti gli altri problemi, non so se questa è felicità, ma per me lo è. Mi è piaciuto molto il commento di Help, in particolare quel “Tenere a una persona va al di là di averla come partner di vita” anche se nella mia esperienza, alla lunga, quella che sembrava una relazione leggera si è manifestata l’unica cosa seria nelle nostre vite.

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