Voglio imparare ad accettarmi

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Machilosa
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Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da Machilosa » giovedì 7 luglio 2011, 23:07

Sono alcune settimane che vi seguo, ma solo stasera ho trovato il coraggio di iscrivermi e di presentarmi; non so bene neppure io cosa cerchi, probabilmente un sfogo, la voglia di raccontarmi a qualcuno che possa capire un po’ di quelle paturnie, a voi ben note, che ultimamente mi stanno mettendo in crisi.
Sia le vostre storie che Project, il quale, disponibile come sempre, ha risposto subito con estrema serietà ad una mia mail chilometrica, mi hanno aperto gli occhi –di ciò ve ne ringrazio. In realtà, forse li avevo già aperti da un pezzo, ma solo ora sto piano piano ammettendo a me stesso di essere omosessuale. E non ne sono affatto contento.
Non ce la faccio, non riesco proprio ad accettarmi. La cosa mi getta nello sconforto.
Sono sempre stato conscio delle mie pulsioni, ho incontrato qualcuno che m’ha preso in giro per atteggiamenti effeminati, a volte, ma ho trascorso la mia adolescenza costringendomi a dirottare i miei pensieri, i miei interessi, a mascherare e limare certe mie tendenze a “scheccare”, calibrando gesti, espressioni, toni vocali, a cercare a tutti i costi di trasformare le mie amicizie femminili in rapporti d’amore; mi sono anche convinto d’aver amato. Poi ho avuto una storia segreta con un mio amico; in realtà, però, non so neppure io che razza di sentimento provassi per lui: un misto di repulsione-attrazione sessuale-gelosia-invidia-rabbia; finora il periodo peggiore della mia esistenza è legato a lui; ma la cosa buffa, è che stare con lui mi ha quasi convinto di non essere gay, tant'è che dopo (più durante, in realtà) ho dirottato su una ragazza: graziosa, il mio ritratto mentale di “fidanzata”; le ho detto “ti amo” e credevo di essere sincero; credevo che se io non provavo uno di quei trasporti da libro di Jane Austen fosse per via della mia natura, perché ero un po’ freddo, forse.
Poi ho incontrato Lui ed ho capito cosa vuol dire pensare ad una persona per tutto il giorno, aspettare col batticuore che ti cerchi, impazzire di felicità nel momento in cui lo fa, cercare disperatamente il contatto con un angolino del suo gomito o della sua scarpa, come se fosse l’apice dell’intimità.
Ed ora mi trovo qui, con una ragazza che non amo, ma a cui voglio un bene dell’anima e che ho tanta paura di perdere, un amore a distanza con cui mi scrivo quasi ogni giorno, lanciando messaggi e credendo di coglierne da lui, ed una tristezza infinita.
Posso dire di avere la quasi certezza di essere omosessuale, ma nello scrivere quel “quasi” ci metto tutte le mie speranze di cambiare, un giorno; perché non riesco ad abbandonare l’idea di costruirmi una famiglia splendida come la mia, di donare un conforto ai miei genitori, a cui voglio tanto bene.
So che loro mi accetterebbero; forse più consapevoli di me, mi hanno spesso lanciato, credo intenzionalmente, messaggi gay-friendly; ma ogni volta che l’hanno fatto mi hanno ucciso un po’, mettendomi il terrore d’essermi scoperto, o meglio, di essere così palesemente frocio.
Conosco alcuni gay; non sono veri amici, perché ne ho evitato volutamente un contatto ravvicinato, per paura di venirne “contagiato” o di essere identificato come uno di loro. Non li giudico in nessun modo, ovviamente, anzi li invidio un po’. Ma io non ce la faccio, mi sento così in colpa. Ed ho tanta paura di un futuro da vecchio, senza più nessuno al mondo. Perché purtroppo non potrò mai neppure avere la consolazione di diventare zio.
Spero tanto di poter vivere serenamente questa mia condizione, un giorno, ma proprio non mi capacito di come si possa essere orgogliosi di qualcosa che, oggettivamente, è dal punto di vista biologico un handicap.
Perdonate la franchezza, voglio solo esprimere il mio pensiero, senza voler offendere nessuno.
Ecco, forse ora so cosa voglio dal forum: voglio imparare ad accettarmi.

tatos76
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Re: Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da tatos76 » venerdì 8 luglio 2011, 0:29

Ciao...benvenuto e sentiti libero di esprimerti (ovviamente nel limite della decenza e dell'educazione :D ).

Non ci ho visto niente di offensivo in quello che hai scritto, soprattutto per come lo hai fatto.

Take your time ;)
Ho fatto un patto sai. Con le mie emozioni. Le lascio vivere. E loro non mi fanno fuori. (Vasco)

guy21
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Re: Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da guy21 » venerdì 8 luglio 2011, 0:59

ciao benvenuto purtroppo neanche io mi accetto ancora e mi ritrovo in quello che scrivi, so come ci si sente quando non si riesce ad accettare la cosa e fa soffrire star male, al momento non so che consigli darti spero solo che un giorno tutto si sistemi per il meglio. ciao a presto!

Eliseo.Sel
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Re: Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da Eliseo.Sel » venerdì 8 luglio 2011, 2:20

Machilosa ha scritto:In realtà, forse li avevo già aperti da un pezzo, ma solo ora sto piano piano ammettendo a me stesso di essere omosessuale. E non ne sono affatto contento.
Non ce la faccio, non riesco proprio ad accettarmi. La cosa mi getta nello sconforto.
Sono sempre stato conscio delle mie pulsioni, ho incontrato qualcuno che m’ha preso in giro per atteggiamenti effeminati, a volte, ma ho trascorso la mia adolescenza costringendomi a dirottare i miei pensieri, i miei interessi, a mascherare e limare certe mie tendenze a “scheccare”, calibrando gesti, espressioni, toni vocali, a cercare a tutti i costi di trasformare le mie amicizie femminili in rapporti d’amore; mi sono anche convinto d’aver amato.
Salve! Beh, calibrare gesti, espressioni, toni, etc..... certamente non ti fa vivere bene perché sei costretto ad un processo continuo di auto-controllo che non aiuta a vivere bene. Ovviamente hai interiorizzato tutta una serie di condizionamenti negativi (esterni al tuo Io) a livello di contesto socio-culturale in cui vivi. Tu non accetti te stesso perché non ti senti capito e accettato, e, come spesso capita, non amato (quanto meno, non amato, capito quanto vorresti). A mio avviso, il fatto di non sentirsi accettato e capito dagli altri, è vero che può essere paralizzante e inibente; ma tu devi capire che per te stesso e solo per te stesso, devi sforzarti di essere quello che sei, di comportati e agire come ritieni opportuno, senza crearti troppi problemi sul come ti possano giudicare. Devi imparare ad amarti per quello che sei e acquisire a poco a poco quella fiducia e sicurezza per importi agli altri per quello che sei. E non necessariamente per poter essere capito e accettato da tutti, ma solo per te stesso perché tu senti di voler essere e agire così.
Machilosa ha scritto:Poi ho avuto una storia segreta con un mio amico; in realtà, però, non so neppure io che razza di sentimento provassi per lui: un misto di repulsione-attrazione sessuale-gelosia-invidia-rabbia; finora il periodo peggiore della mia esistenza è legato a lui; ma la cosa buffa, è che stare con lui mi ha quasi convinto di non essere gay, tant'è che dopo (più durante, in realtà) ho dirottato su una ragazza: graziosa, il mio ritratto mentale di “fidanzata”; le ho detto “ti amo” e credevo di essere sincero; credevo che se io non provavo uno di quei trasporti da libro di Jane Austen fosse per via della mia natura, perché ero un po’ freddo, forse.
Probabilmente il vostro non era un rapporto giusto, equilibrato e quindi questa esperienza anziché rafforzarti, ti ha spinto in maniera ancora più massiccia verso un atteggiamento di rifiuto della tua condizione.
Machilosa ha scritto:Poi ho incontrato Lui ed ho capito cosa vuol dire pensare ad una persona per tutto il giorno, aspettare col batticuore che ti cerchi, impazzire di felicità nel momento in cui lo fa, cercare disperatamente il contatto con un angolino del suo gomito o della sua scarpa, come se fosse l’apice dell’intimità.
Ed ora mi trovo qui, con una ragazza che non amo, ma a cui voglio un bene dell’anima e che ho tanta paura di perdere, un amore a distanza con cui mi scrivo quasi ogni giorno, lanciando messaggi e credendo di coglierne da lui, ed una tristezza infinita.
Machilosa ha scritto:Posso dire di avere la quasi certezza di essere omosessuale, ma nello scrivere quel “quasi” ci metto tutte le mie speranze di cambiare, un giorno; perché non riesco ad abbandonare l’idea di costruirmi una famiglia splendida come la mia, di donare un conforto ai miei genitori, a cui voglio tanto bene.
Io penso che i tuoi dubbi nascono più dalle oggettive ed inevitabili difficoltà di riuscire a vivere bene la tua condizione. Però, se stai con delle ragazze che non ami, non puoi pensare in futuro di costruire una relazione valida affettivamente e pragmaticamente con una donna perché tutto ciò non è così semplici come essere "fidanzati". Mentre, il conforto ai tuoi genitori come figlio, lo potrai certamente sempre dare: non vedo cosa c'entri il fatto che tu nella tua vita possa cercare di vivere al meglio come credi. Tanto più che dici:
Machilosa ha scritto:So che loro mi accetterebbero; forse più consapevoli di me, mi hanno spesso lanciato, credo intenzionalmente, messaggi gay-friendly; ma ogni volta che l’hanno fatto mi hanno ucciso un po’, mettendomi il terrore d’essermi scoperto, o meglio, di essere così palesemente frocio.
Ma se sei certo che loro ti accettano, ti stai auto-creando una barriera inutile di blocco nei confronti di persone che ami (nonostante le inevitabili difficoltà) e alle quali il parlare di te stesso, può esserti molto utile in questo percorso di accettazione.
Machilosa ha scritto:Conosco alcuni gay; non sono veri amici, perché ne ho evitato volutamente un contatto ravvicinato, per paura di venirne “contagiato” o di essere identificato come uno di loro. Non li giudico in nessun modo, ovviamente, anzi li invidio un po’. Ma io non ce la faccio, mi sento così in colpa. Ed ho tanta paura di un futuro da vecchio, senza più nessuno al mondo. Perché purtroppo non potrò mai neppure avere la consolazione di diventare zio.
Adesso non mi preoccuperei della vecchiaia; mi preoccuperei di vivere al meglio la vita corrente e di fare un percorso che ti possa portare un giorno a stare bene con te stesso e a fare nella tua vita ciò che davvero ti senti di voler fare profondamente nel tuo animo.
Machilosa ha scritto:Spero tanto di poter vivere serenamente questa mia condizione, un giorno, ma proprio non mi capacito di come si possa essere orgogliosi di qualcosa che, oggettivamente, è dal punto di vista biologico un handicap.
Perdonate la franchezza, voglio solo esprimere il mio pensiero, senza voler offendere nessuno.
Ecco, forse ora so cosa voglio dal forum: voglio imparare ad accettarmi.
Beh, un handicap dal punto di vista biologico è un concetto sbagliato: l'essere umano, individualmente e collettivamente, è un'entità spirituale/culturale in evoluzione e, a mio avviso, anche l'essenza omosessuale potrebbe avere un senso e una sua utilità nell'ambito di un progetto creativo di Dio (se vogliamo e per chi ci voglia credere).
Ora, non aggiungo altro: a te le contro-risposte. Ciao e incomincia ad amarti di più, pensando (in questa fase) principalmente e te stesso e a ciò che ti può far stare davvero bene, in prospettiva. Ciao!

Alyosha
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Re: Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da Alyosha » venerdì 8 luglio 2011, 2:46

Machilosa innanzitutto benvenuto. La strada che hai fatto per giungere sin qua mi pare tanto tortuosa e sofferta. E' davvero brutto trovarsi nelle incertezze più assolute. Hai già fatto tanto nel riconoscere apertamente di avere un problema di accettazione, vedrai che piano piano ti accorgerai che l'omossessulità in sé non è affatto un problema. Ci sono delle cose che possono aspettare tutto il tempo che vuoi e sulle quali non bisogna avere fretta, altre che secondo me vanno fatte per rispetto nei confronti del partner con cui si stà. Immagino dovresti ragionare serenamente sul tipo di rapporto che hai con la tua ragazza. I motivi per cui uno decide di interrompere un rapporto sono tanti, ma in definitiva lo si fa perché non ci si sta bene e non ci si sente realizzati sino infondo. Non hai bisogno al momento di capire cosa sei o cosa per poter prendere decisioni sul vostro rapporto, ma solo di capire se inq eusto rapporto ti senti realizzato o no. Sul resto la tua storia è molto particolare, ma neanche troppo. Succede spesso purtroppo che si appiattisca l'omosessualità nella dimensione dell'attrazione fisica verso il proprio sesso e che di fatto il passo per vederlo come un "vizietto" o come qualcosa che può coabitare come se nulla fosse in una vita "etero". La prima cosa da fare è cercare di capire cosa è davvero l'omosessualità. E' un passo indispensabile, aiuta ad entrare in una dimensione "reale", sgonfiare le ansie e capire meglio se stessi. Questa esperienza la puoi fare diciamo così a "gratis", ovvero senza prendere decisioni di alcun che, anzi proprio stando fermi ad ascoltare confrontarsi e cercare di capire. E' la strada più sensata da percorrere e quella più salutare. Lo sforzo più grande che dovresti fare è cercare di non caricare su altre persone i tuoi dubbi, per una questione di rispetto prima verso te stesso e poi verso l'altro. Mi sembra che tu sia già abbastanza avanti sulla questione della definizione del sé. Stai con una ragazza ma non provi neanche a definirti bisessuale... Insomma dovresti fare lo sforzo di staccare da tutto, mettere pausa e riguardati un attimino il film, per capire esattamente cosa è successo e quali sono state le ragionid elle tue scelte. Per farlo immagino però che tu debba sentirtti libero di percorrere qualsiasi strada... Per il resto non ti preoccupare vedrai che la cosa più difficile da fare l'hai già fatta nel trovarti qua a discutere con noi, il resto delle difficoltà si superano piano piano e con un confronto sereno e costruttivo che in posti come questo non mancano di certo..
Un abbraccio

Nicomaco
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Re: Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da Nicomaco » venerdì 8 luglio 2011, 12:49

Ciao Machilosa!
Ci siamo passati in moltissimi per una fase di difficoltà nell’accettazione della nostra natura, perché i condizionamenti culturali e sociali sono tanti e, almeno per quanto riguarda il mio vissuto, si è molto lasciati a se stessi quando si scopre di essere quello che si è. Inoltre, come è stato già detto con parole che condivido completamente da chi mi ha preceduto, visto quello che scrivi credo che le cose più importanti ora siano prenderti cura di te stesso, lasciando un po’ da parte gli altri, e darti tempo, perché – ripeto – non sei, né solo, né un’anomalia biologica (l’omosessualità NON è una malattia, malgrado quello che molti continuano a pensare). In PG ho avuto la conferma che per noi gay “i tempi di maturazione” sono purtroppo sensibilmente più lunghi rispetto a quelli degli etero. Ma questo non dipende da noi; è il contesto nel quale ci muoviamo che non è accogliente come dovrebbe essere. Nel tuo caso mi pare però che l’ambiente (familiare) in cui vivi non sia così chiuso. Comunque, anche se non ritieni di esporti con i tuoi, la tua iscrizione nel forum di PG potrebbe risultarti di grande aiuto. Anzi, mi pare che ciò stia già avvenendo … se ho bene inteso quello che hai scritto in un altro topic. ;)
Un caro benvenuto anche da parte mia!
La verità, vi prego, sull'amore (W.H. Auden)

arrofus
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Re: Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da arrofus » sabato 9 luglio 2011, 16:46

Ciao, ho letto il tuo messaggio e ho notato un po' di difficoltà; penso posso darti un piccolissimo spunto di riflessione, sperando ti sarà utile.

Mi ha colpito quando hai parlato di handicap biologico. Non ho alcuna qualifica per parlare di queste cose nè le studio, però me le sono chiesto e voglio darti la mia opinione.

Prima di tutto l'omosessualità non è una malattia come già ti hanno detto.
Però vedi che non è nemmeno un handicap biologico: gli individui omosessuali nelle civilità primitive(cavernicoli) potevano trasmettere i loro geni aiutando i fratelli e sorelle ad accudire i propri figli. Questa è una delle possibili spiegazioni(molto semplificata, tra l'altro nemmeno io ho capito del tutto) del fatto che gli omosessuali sono una frazione non trascurabile della popolazione: il fatto che l'evoluzione preserva gli omosessuali ti dimostra che non c'è nessun handicap, poi ci sono altre ipotesi esplicative, ma questa mi piace di più :D

In secondo luogo, non siamo più in una società primitiva, e non lo siamo più a causa della nostra ragione(non di tutti...). Ciò significa che quello che conta è la dimensione umana, non devi certo metterti a pensare alla biologia per legittimare il tuo modo di sentire, di amare, di essere. Un omosessuale può essere felice, avere amore, amicizia, allevare figli(non in Italia)e questo per come l'uomo si è evoluto naturalmente(non tutti gli uomini si sono evoluti però). Certo è più difficile, ma il fatto che sia possibile secondo me deve aiutarti a pensare che non c'è NIENTE di inferiore in noi omosessuali, da nessun punto di vista. Infatti anche se volessimo mettere in campo la biologia, ti ho scritto prima perchè non abbiamo alcun handicap.

Una volta su yahoo answer curiosavo, e lessi una risposta davvero simpatica, ma significativa, a un ragazzo che temeva di essere gay:

un omosessuale è come un eterosessuale, solo che frequenta una persona del proprio sesso.

Ciao, se vuoi fammi sapere che ne pensi!
A presto!

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riverdog
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Re: Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da riverdog » sabato 9 luglio 2011, 17:05

Machilosa ha scritto:Spero tanto di poter vivere serenamente questa mia condizione, un giorno, ma proprio non mi capacito di come si possa essere orgogliosi di qualcosa che, oggettivamente, è dal punto di vista biologico un handicap.
infatti l'orgoglio non deriva dall'essere gay!!
l'orgoglio deriva dall'essere persone di alto profilo nonostante le condizioni sfavorevoli, che sono innegabili... ma da qui a definirle un handicap ce ne vuole!!

sei come sei STOP. A te non resta che adoperarti per esercitare la tua natura nel modo che ritieni più giusto.

Benvenuto!! ;)

Machilosa
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Re: Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da Machilosa » domenica 17 luglio 2011, 18:01

Vi ringrazio tutti per le risposte comprensive. Mi sono state di grande conforto, come lo è in generale il forum; in questi giorni ho continuato a leggervi in ogni (raro) ritaglio di tempo, ma non avevo ancora trovato il momento o l’umore giusto per rispondervi.
“l'orgoglio deriva dall'essere persone di alto profilo nonostante le condizioni sfavorevoli”
Questa frase m’è piaciuta molto e m’ha anche fatto sentire molto ingenuo, perché non avevo assolutamente pensato a questo punto di vista, che è poi il fulcro della questione. Ti ringrazio Riverdog.
Per quanto riguarda l’”handicap”, non posso fare a meno di percepirlo ancora così; sebbene possiamo realizzarci in altra maniera, all’interno di una coppia omosessuale restiamo comunque sterili. Avete sicuramente ragione nel dire che non siamo più in una società primitiva e che il nostro valore non si calcola in base al numero di spermatozoi mandati a segno, però resta il fatto che non potremo avere dei figli con la persona amata, che credo sia il culmine di un rapporto. Da figlio unico, non avrò neppure la consolazione dei nipoti. Certo, l’adozione all’estero, uteri in affitto... se uno vaglia le ipotesi più astruse e remote può anche trovare una soluzione.
Ma pazienza, non è certo la più grande urgenza del momento, quella di fare dei figli!
Ora devo solo pensare a me stesso, a uscire dal mio guscio. La pillola sta lentamente scendendo. Sto persino scrivendo lunghe lettere di spiegazioni per la mia ragazza, per i miei amici più cari, per il ragazzo di cui mi sono innamorato (non una dichiarazione, solo Outing per saggiare la sua reazione).
Non so ancora di preciso quando le spedirò, ma ho la certezza di farlo. Sarà un duro colpo, specie per la mia ragazza. Ma sono arrivato ad un punto in cui, mi duole tantissimo dirlo, le sue attenzioni sono arrivate al punto di infastidirmi. La distanza mi permette ancora di dissimulare; se aspetto, è perché mi piacerebbe accennarle la situazione a voce, prima di consegnarle la lettera, ma per fare ciò devo attendere ancora un poco il suo ritorno.
Se non ho mai messo in ballo la parola “bisessuale”, è perché nella definizione non mi ritrovo proprio. In fin dei conti l’unica persona che, finora, mi abbia davvero acceso il cuore è il ragazzo conosciuto pochi mesi fa, una vera schioppettata al mio guscio, che mi ha però colto in tempo, prima che potessi incasinarmi ancora di più la vita.
Ancora un grazie a tutti.

Alyosha
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Re: Voglio imparare ad accettarmi

Messaggio da Alyosha » domenica 17 luglio 2011, 18:37

Ora devo solo pensare a me stesso, a uscire dal mio guscio. La pillola sta lentamente scendendo. Sto persino scrivendo lunghe lettere di spiegazioni per la mia ragazza, per i miei amici più cari, per il ragazzo di cui mi sono innamorato (non una dichiarazione, solo Outing per saggiare la sua reazione).
Parliamo innanzitutto di cose urgenti NON LO FARE. Per carità non sia mai scrivere cose così intime che possono fare il giro che vogliono, evita proprio. Questa di dirlo si che è l'ultima delle tue urgenze. La tua ragazza la lasci perché questo ragazzo ti ha fatto capire che non la ami. Dirgli che non ne sei innamorato e che la distanza ti ha fatto realizzare questa cosa, basta e avanza credimi. Una donna distrutta dal dolore e tradita non puoi immaginare quanto danno può fare non appena il rapporto si interrompe per motivi che a lei sono poco chiari. Ti assicuro che riempirà mezzomondo della tua omosessualità, per capire se e come sia possibile che questo vi impedisca davvero di stare assieme. Insomma EVITA proprio.

Sul resto della discussione noto due cose. Probabilmente questo ragazzo è etero oppure non ti si fila di striscio... Non è improbabile che questa malinconia latente che serpeggia lungo tutto il post e questa visione tragica dell'omosessualità derivi proprio da questo. In ogni caso proprio eviterei di comunicarglielo. Capisco l'esigenza di smuovere un pò le acque, però la confusione che genereresti agendo di testa, porterebbe solo altra confusione.
L'altra è che i ragionamenti che fai sono troppo astratti, non sono il frutto di cose realmente vissute, ma si tratta di cose solo immaginate (in una fase della tua vita in cui tra l'altro sei parecchio giù). Non che la realtà sia meglio o peggio rispetto a paure sfocate del futuro, semplicemente è reale ed è cosa completamente diversa dall'immaginazione sopratutto per chi come te si trova in testa ancora modelli di storie etero. Tuttavia mi paiono il segno che stai cominciando a prendere sul serio la faccenda ed è questo il senso che dovresti attribuire a queste paure, come un passo avanti rispetto ad una situazione in cui esattamente per queste paure stavi con una ragazza. Non guardare troppo oltre, non è necessario al momento, ti porta troppo fuori strada. Vedrai piano piano che prima dei figli una coppia gay ha tanti altri problemi.

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